L’Università di Bologna rafforza la collaborazione italiana con la Bibliothèque Mondiale du Cheval, la grande biblioteca digitale internazionale dedicata alla cultura del cavallo.
In questi giorni l’Alma Mater ospita infatti Marie-Laure Peretti, responsabile del progetto promosso dalla MRSH – CNRS Université de Caen Normandie, per una serie di incontri destinati a consolidare una rete di collaborazione scientifica che punta a valorizzare il patrimonio equestre italiano.
L’iniziativa si inserisce nel Progetto culturale di valorizzazione del mondo del cavallo e delle tradizioni ippiche ed equestri italiane, promosso dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) attraverso la Direzione generale dell’Ippica, al quale partecipa il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna.
Al centro del progetto c’è uno dei patrimoni librari più importanti dedicati al cavallo conservati in Italia: il fondo equestre della Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura, custodito presso il Palazzo del MASAF.
Circa 480 volumi, in diverse lingue, raccontano secoli di storia dell’ippologia, della veterinaria, dell’allevamento, dell’equitazione e dell’impiego militare e sportivo del cavallo.
La valorizzazione scientifica di questo patrimonio è affidata a un Comitato scientifico composto da studiosi ed esperti del settore.
Proprio nell’ambito di questa collaborazione, la Biblioteca Universitaria di Bologna e la Biblioteca di Veterinaria “G.B. Ercolani” hanno realizzato la mostra Equus, l’armonia perfetta: anatomia e rappresentazione del cavallo, visitabile fino al 19 luglio nell’Aula Magna della Biblioteca Universitaria, all’interno del percorso museale di Palazzo Poggi.
La collaborazione con la Bibliothèque Mondiale du Cheval prevede inoltre la condivisione e la valorizzazione di opere digitalizzate dedicate al cavallo, favorendo la diffusione internazionale del patrimonio bibliografico italiano.
Durante la visita bolognese sono previsti incontri con il Comitato scientifico del progetto – tra cui l’avvocato Francesco Ferroni – e con i rappresentanti della Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura, con l’obiettivo di consolidare un dialogo stabile tra le istituzioni coinvolte.
Dall’ippiatra Giordano Ruffo a Federico Caprilli
La Bibliothèque Mondiale du Cheval dedica da tempo un’attenzione particolare alla tradizione equestre italiana, considerata una delle più influenti nella storia europea del cavallo.
Il catalogo comprende circa 250 opere tra manoscritti e libri a stampa che raccontano oltre sette secoli di cultura equestre.
Si parte dall’ippiatra calabrese Giordano Ruffo, autore nel XIII secolo del celebre trattato di mascalcia, per arrivare ai grandi maestri del Rinascimento come Federico Grisone, Giovan Battista Pignatelli, Pasqual Caracciolo e il bolognese Cesare Fiaschi, autore nel 1556 del Trattato dell’imbrigliare, maneggiare et ferrare cavalli.
Il percorso si conclude con Federico Caprilli, il capitano che tra Otto e Novecento rivoluzionò l’equitazione sportiva con il suo celebre “sistema naturale di equitazione da campagna”.
























